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5 maggio 2006

Cavm vi supporta!



Altri due dei nostri ragazzi sono caduti con onore, qui di seguito troverete le notizie tratte dal sito di Panorama:

"Alle ore 16.20 locale (13.50 italiana) su una strada a sud est di Kabul nella zona della Musay Valley una pattuglia del contingente italiano composta da due veicoli blindati "Puma 6x6 VBL", con a bordo almeno otto alpini del II Reggimento di Cuneo, è stata coinvolta dall'esplosione di un ordigno.

DUE I MORTI
Uno dei veicoli blindati con a bordo sei militari veniva investito direttamente dall'esplosione. I militari rimasti feriti sono almeno 5. Di questi due versavano in gravi condizioni e sono deceduti.
Sono prontamente intervenuti i soccorsi con due elicotteri: un CH-47 dell'Esercito e un AB-212 dell'Aeronautica.

Le operazioni di soccorso sono ancora in atto, mentre sono in corso accertamenti per individuare la natura dell'ordigno, la dinamica dell'evento e i responsabili.
I militari del contingente hanno prontamente provveduto a mettere in sicurezza l'area.
I nomi dei militari coinvolti saranno resi noti non appena saranno informate le famiglie.

BOMBE PER CONDIZIONARE
Riguardo all'ordigno utilizzato due sono le ipotesi: o una mina, oppure un "IED", cioé una bomba artigianale fatta scoppiare al passaggio del convoglio.Secondo gli eseprti dei servizi segreti italiani, l'escalation di attentati contro l'Italia in Medio Oriente è "un pressing sul nuovo governo perché ritiri i contingenti militari". L'intelligence non giudica possibile ritenere frutto di casualità ciò che è accaduto in Afghanistan e a Nassiriya.
L'attentato al convoglio di Alpini arriva 24 ore dopo l'avvicendamento tra il generale Mauro De Vecchio ed un collega britannico al comando di Isaf, la forza multinazionale della Nato in Afghanistan.
L'Italia ha tenuto il comando della missione per nove mesi. Proprio il generale Del Vecchio, nel suo commiato, aveva ricordato che "ci saranno ancora ostacoli nel percorso democratico dell'Afghanistan, che sarà ancora lungo", ma aveva aggiunto che questi ostacoli sarebbero stati comunque superati grazie soprattutto alla volontà del popolo afghano e al contributo delle forze internazionali.
Durante il periodo in cui l'Italia ha avuto il comando di Isaf i nostri militari a Kabul erano circa 1.450. A questi se ne devono aggiungere poco meno di 400 che sono invece schierati ad Herat, nell'ovest del paese.

ITALIANI IN AFGHANISTAN
I militari italiani sono presenti in Afghanistan sin dal 2002 data in cui la missione di supporto alla pace è stata istituita in supporto del governo afghano per la ricostruzione delle istituzioni democratiche del Paese dopo la caduta del regime talebano.
Le truppe italiane hanno lavorato alla missione Isaf (International securiti assistence force), una task force internazionale composta da truppe scelte di varie nazioni.
"Il Comando italiano ha affrontato un periodo denso di eventi significativi nella vita democratica del paese - si legge in un rapporto del ministero della Difesa -, primo fra tutti le elezioni parlamentari dopo oltre 25 anni e l'insediamento del primo Parlamento democraticamente eletto dopo oltre 30 anni.
Inoltre è stata completata l'espansione della missione ad ovest e sono stati elaborati piani per l'espansione verso la zona sud dove la situazione di sicurezza è più precaria, ma dove la Nato si prepara a schierare 7.000 uomini che opereranno con mezzi e modalità più robuste."




permalink | inviato da il 5/5/2006 alle 18:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (115) | Versione per la stampa

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